Primo maggio, festa dei lavoratori. Almeno così recita il calendario delle festività. Penso che il significato di questa ricorrenza, per quello che ha sempre rappresentato, sia in questo momento lontano più che mai dalla realtà. Oggi che alla parola "lavoro" sentiamo legati i termini "suicidio", "disoccupati", "esodati". Oggi che chi un lavoro ce l'ha vive con la paura di perderlo da un giorno all'altro. Oggi che chi un lavoro non ce l'ha convive con l'idea che trovarlo sia quasi un miracolo. Oggi che chi un lavoro non ce l'ha più si sente completamente abbandonato da uno Stato la cui costituzione recita "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".